Presentazione di Lucia Perrucci al Chiostro degli Agostiniani

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Presentazione del romanzo d’esordio, La prodigiosa macchina cattura anime di Cassandra Apollinaire (Mondadori) di Lucia Perrucci, ieri sera, nella suggestiva cornice del Chiostro degli Agostiniani.

L’incontro, condotto con grande sensibilità da Ileana Tedesco, ha regalato un’immersione profonda nel mondo letterario di un’autrice profondamente legata alla nostra terra.

Nata e cresciuta in un contesto intriso di arte e passione per la narrazione, Lucia Perrucci ha studiato Lettere all’Università di Bologna e si è specializzata in scrittura cinematografica. Un talento che l’ha portata a scrivere e dirigere cortometraggi (uno dei quali premiato in festival internazionali e presentato a New York), ereditando la passione per il filmmaking e la fotografia dal padre, il fotografo manduriano Mario Perrucci. Ma oltre alla scrittura e al cinema, l’autrice insegna nella scuola secondaria di primo grado, un amore trasmesso dalla madre, ex docente della scuola primaria di Manduria.

Di cosa parla “La prodigiosa macchina cattura anime di Cassandra Apollinaire”?Ambientato in Francia nel 1971, il romanzo prende il via il 13 ottobre, quando un postino suona a casa della famiglia Sélavy consegnando un pacco inatteso indirizzato a Louis, il gemello di René, tragicamente scomparso in un incidente due anni prima. All’interno si trova il pezzo mancante di una misteriosa camera oscura che custodisce un segreto inquietante. Quando i genitori svaniscono improvvisamente nel nulla, i fratelli Yves, André e René si ritrovano a dover far luce su una fitta rete di interrogativi: chi è la mittente del pacco? Dove sono finiti i genitori? E, soprattutto, è davvero possibile riportare in vita i morti? Un’opera prima che ha già varcato i confini nazionali, catturando l’attenzione dell’editoria francese e venendo presentata anche a Parigi.

Il suo è un immaginario unico tra gotico, fantastico e realismo emotivo infatti la poetica di Lucia Perrucci si muove tra atmosfere gotiche, fantastiche e un forte realismo emotivo. I suoi romanzi – tra cui ricordiamo anche “Nelle case dei morti non ci sono scale” (Mondadori, 2024), che affronta i temi dell’assenza e della memoria, e “Ali e ombre”, pubblicato con lo pseudonimo di Lou Archer per Il Castoro Off — eleggono a protagonisti i ragazzi e i momenti di passaggio dell’adolescenza. Nelle sue storie, la costruzione dell’identità, il confronto con il lutto, il peso della memoria familiare e la rinascita dopo una perdita si intrecciano a elementi misteriosi e perturbanti, che diventano potenti metafore delle paure interiori e della crescita.

Grazie di cuore a Lucia per aver condiviso con la nostra comunità la magia delle sue storie, e a Ileana Tedesco per aver guidato questo viaggio con maestria.

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