Nato a Manduria il 14 aprile 1862, Giuseppe Gigli è stato una figura centrale del panorama intellettuale salentino a cavallo tra Otto e Novecento. Intellettuale eclettico e autodidatta, ha dedicato la sua vita alla valorizzazione della storia e del patrimonio folclorico locale.
Il suo percorso letterario spaziò tra generi differenti: dalle sillogi poetiche (Confidenze, Fiammelle, Rime) alla narrativa con il romanzo Le sorelle (1897), fino alla saggistica e alla satira con i poemetti Il convito di Ficolle e Il Convito del Noce. Tra le sue opere più rilevanti spiccano il saggio Scrittori Manduriani (1888) e lo studio Superstizioni, pregiudizi, credenze e fiabe popolari in Terra d’Otranto (1893).
Al rigore di critico e giornalista affiancò un forte impegno civile: nel 1881 fondò una Società Operaia e nel 1886 prestò soccorso durante un’epidemia di colera, gesto che gli valse la medaglia di bronzo al merito della Sanità Pubblica.
Docente a Livorno, vi morì improvvisamente il 7 novembre 1921.
Nel 1924 il comune di Manduria lo omaggiò apponendo sulla sua casa natale una lapide commemorativa realizzatagli dallo scultore Luigi Guacci su testo di Giovanni Stano.
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