Vivere la scuola e, allo stesso tempo, fare i conti con una malattia grave: per migliaia di docenti italiani, la quotidianità tra cattedra e cure è stata a lungo una corsa a ostacoli ma oggi la Legge 106/2025 offre un aiuto a chi – in prima persona o tra i familiari – combatte contro la patologia.
Il dirigente scolastico Vito Andrea Mariggiò, sulle pagine di “GESTIRE LA SCUOLA – RIVISTA OPERATIVA PER DS, DSGA, MIDDLE MANAGEMENT DELLA SCUOLA E PERSONALE SCOLASTICO”, ci spiega come questa tutela funziona. Dopo aver letto l’articolo, ho riassunto alcuni punti:
1. Chi può accedere a questi aiuti?
La legge abbraccia tutti i docenti (sia che lavorino a tempo indeterminato che determinato) e i loro figli minorenni che si trovano a fronteggiare malattie oncologiche, croniche, rare o fortemente invalidanti: l’invalidità riconosciuta deve essere pari o superiore al 74%.
2. Il congedo biennale: fermarsi per curarsi (o curare)
Se i docenti hanno esaurito tutti i giorni di malattia e l’aspettativa previsti dal contratto, la legge dà la possibilità di prendere fino a 24 mesi di congedo (anche frazionati).
- Il lato pratico: si tratta un periodo non retribuito e non coperto da contributi automatici durante il quale non si può lavorare altrove in quanto serve per riprendersi o per fare i caregiver a tempo pieno.
- Il rientro: tornati a scuola, la legge prevede la precedenza assoluta per lo smart working, se le mansioni lo permettono inoltre il Ministero ha previsto fondi dedicati per poter sostituire i docenti senza lasciare scoperte le classi.
3. I permessi per visite ed esami: non perdere il filo della salute
I docenti hanno a disposizione altre 10 ore all’anno di permessi retribuiti (equiparate alle terapie salvavita, quindi senza alcuna decurtazione in busta paga) per visite, esami o cure frequenti.
- Se devono usarle per un figlio minore con i requisiti sanitari previsti, le 10 ore spettano per ciascun figlio, sono indipendenti da quelle che vengono per se stessi stessi e valgono per entrambi i genitori.
4. Cosa devono fare concretamente i docenti?
L’iter è questo:
- controllare le assenze e assicursi di aver esaurito ferie, malattia ordinaria e aspettativa.
- raccogliere la certificazione di un medico (di base o specialista in strutture pubbliche/accreditate) e il verbale di invalidità.
- Fare domanda, cioè presentare un’istanza scritta al Dirigente Scolastico specificando se serve il congedo o le ore di permesso.
Questa legge ci ricorda che la scuola non è solo un’istituzione fatta di programmi e registri, ma una comunità che sa stringersi attorno alla fragilità umana, restituendo dignità e respiro a chi ne ha più bisogno.


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