Appuntamento oggi alle 19.00, nell’Archivio Carmelo Bene, per la presentazione del libro “Carmelo Bene. La grandiosità del vano” di Maurizio Grande.
Curato da Francesco Ceraolo per Orthotes edizioni, il volume riunisce l’intera produzione critica e saggistica, edita e inedita, che Maurizio Grande ha dedicato a Carmelo Bene.
Attraverso scritti compresi tra il 1969 e il 1995, la penna di Grande accompagna l’esperienza dell’artista salentino tra teatro e cinema, facendone emergere peculiarità e contraddizioni in controluce con la tradizione e le forme contemporanee.
Maurizio Grande ribalta l’interpretazione classica di Bene come semplice espressione delle neoavanguardie novecentesche, offrendo una lettura originale che lo riconnette alla tradizione del teatro borghese, pur rovesciata di natura e significato. L’opera viene così indagata come nodo fondamentale della crisi della soggettività drammatica e aristotelica, che da Shakespeare in poi ha ripensato il soggetto cartesiano nella forma dell’imitazione dell’azione. Nozioni come la crisi della rappresentazione, la phoné e la macchina attoriale emergono come parti di un percorso di disfacimento dell’ambizione metafisica di riannodare pensiero ed essere, interiorità ed esteriorità, idea e linguaggio. Spaziando da lunghi testi teorici a brevi recensioni, il libro restituisce l’esito di un sodalizio che ha segnato la storia dello spettacolo italiano del secondo Novecento.
Per la prima volta, materiali straordinari come l’Introduzione mai pubblicata per l’Opera Omnia e scritti conservati per decenni in forma di bozza completano il corpus di un lavoro teoretico-critico imprescindibile per chiunque si occupi di Bene e di spettacolo.


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