ll violento terremoto del 23 febbraio 1743, durato circa 7 minuti, colpì duramente il Salento. Sebbene Manduria non abbia subito la devastazione totale di altri centri, il bilancio fu comunque pesante: numerosi edifici, tra cui Palazzo Imperiali, Palazzo Bonifacio, la Collegiata e il convento dei Passionisti, subirono gravi danni o crolli parziali.
Nel panico della notte, molti cittadini si rifugiarono nelle campagne. Il giorno seguente, la popolazione, nel timore di nuove scosse, si recò presso la chiesa dell’Immacolata per invocare protezione. La cessazione definitiva del sisma fu interpretata come un miracolo della Vergine.
Per gratitudine, la congrega di S. Leonardo dedicò alla Madonna il titolo di “Madonna del Terremoto”, celebrandola il 21 febbraio con una processione, tradizione proseguita fino a pochi decenni fa.
La statuetta devozionale, nota come “Maculatedda”, è ancora oggi custodita nella chiesa di S. Leonardo.
Questo episodio rafforzò l’antica e profonda devozione dei manduriani verso l’Immacolata, già testimoniata da altre opere cittadine, come l’Arco di Sant’Angelo, eretto in precedenza per ringraziare la Vergine della protezione dai fulmini.
Vedi il video su INSTAGRAM
Fonte: Tarentini L., Manduria sacra ovvero Storia di tutte le chiese e cappelle distrutte ed esistenti dei monasteri e congregazioni laicali dalla loro fondazione fino al presente (ristampa anastatica, Manduria 1981). Manduria 1899
@manduriaedintorni


Lascia un commento