I FRATELLI INVIDIOSI, di Giuseppe Gigli, 1893

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Conoscete l’opera: “Superstizioni, pregiudizi e tradizioni in Terra d’Otranto. Con un’aggiunta di canti e fiabe popolari”, pubblicata nel 1893 dall’etnografo e scrittore manduriano Giuseppe Gigli?
Ecco un breve riassunto😃

Tre fratelli perdono il padre. I due maggiori sono giocatori viziosi, mentre il giovane Giorgio è puro e generoso.

Il Re, cercando di imitarlo per conquistare la fata, finisce invece incenerito.
Liberato, Giorgio sposa Arcina e ottiene il regno, punendo infine la malvagità dei fratelli.

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Dopo aver donato loro la sua eredità, Giorgio serve un mercante che lo adotta. Giunti alla capitale, i fratelli, invidiosi, mentono al Re dicendo che Giorgio può catturare “l’uccello che ride e che canta”.

Minacciato di morte, il giovane è salvato dalla sua giumenta magica: grazie a doni di grano e pane, superano prove e consegnano l’uccello al sovrano.
I fratelli non si arrendono e accusano Giorgio di poter rapire la fata Arcina. Ancora una volta, la giumenta guida Giorgio all’impresa.

La fata, giunta a corte, chiede che il suo rapitore, Giorgio, sia arso vivo. Grazie a un unguento magico della giumenta, il giovane sopravvive al fuoco.

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