Le pajare

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Le pajare

Testimonianza di una sapienza antica, le pajare rappresentano un legame indissolubile tra l’uomo e il territorio mediterraneo. Queste costruzioni, impiegate come depositi, stalle o dimore stagionali, si presentavano solitamente a pianta quadrata o rettangolare.

La loro realizzazione dipendeva dalle risorse locali: dove il suolo era roccioso, si prediligevano basi in pietra a secco sormontate da coperture di paglia, mentre nei terreni acquitrinosi o sabbiosi si utilizzavano legno e pilieddu (Ammophila arenaria), una pianta falciata sulle dune costiere.

Fatica, Ingegno e la Vita nelle Curti

La costruzione delle fondamenta in pietra richiedeva fatica e ingegno: i giovani contadini, infatti, erano spesso incaricati di frantumare la roccia tufacea con una pesante mazzola.

Accanto al pajarone, giocava un ruolo cruciale il “non costruito”, ovvero le curti: spazi aperti essenziali per compiti quotidiani, come l’essiccazione dei fichi.

Semplici strutture nate per rispondere a necessità di acqua, suolo fertile e materiali di recupero, i pajaruni restano oggi simboli indelebili di una civiltà rurale basata sull’armonia con la natura.

— manduriaedintorni —

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