Le masciàre e il Fonte Pliniano

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✧ IL FOLKLORE DELLE MASCIÀRE ✧

L’Acqua e l’Incanto

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Opera di Delia Grave che mostro come esempio per parlare delle streghe. Anche qui da noi abbiamo degli esempi. Avete mai sentito parlare delle Masciàre e del legame con l’acqua? Abbiamo un collegamento con il nostro Fonte Pliniano.

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Le ricerche antropologiche (come quelle di Alfredo Majorano) evidenziano come la strega pugliese, o masciàra, non agisse in luoghi casuali, ma cercasse siti naturali con caratteristiche “anomale”.

Nel folklore salentino, le fonti d’acqua che non mutano mai (come il Fonte Pliniano) erano considerate punti di contatto con l’inframondo (indica generalmente un mondo sotterraneo, invisibile o spirituale, spesso associato a mitologie, sciamanesimo o narrazioni urban fantasy).

Si tramanda che le streghe si radunassero in questi luoghi durante notti simboliche (come la notte di San Giovanni), per compiere riti di purificazione o per creare filtri e pozioni.

Il Fonte Pliniano rientra in una mappa di “luoghi di potere” dove la stabilità soprannaturale dell’elemento idrico conferiva, secondo la credenza popolare, una forza maggiore ai sortilegi e alle invocazioni legate alla luna.

Il Fonte è storicamente considerato uno dei “miracoli delle acque”. Nelle tradizioni popolari documentate in questi studi, siti come il Fonte Pliniano erano carichi di significati rituali, simili a quelli descritti da Majorano per i “Citri” di Taranto: luoghi di confine dove l’acqua dolce incontra la terra o il mare, considerati portali per il mondo delle guarigioni e delle “masciàre”.




Tra mito e realtà, nel cuore di Manduria.

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