Lucia Pezzuto
Eroina Silenziosa di Manduria (1848)
L ucia Pezzuto non era solo la moglie di un uomo. Era la custode di un fuoco segreto nel cuore pulsante del 1848. Suo marito, Carmine Caputo, era un “caffettiere” dai modi ambigui: coinvolto nei moti antiborbonici, scelse la via dell’infamia ricattando i compagni della Famiglia in cambio di monete d’oro.
Nonostante la malattia la costringesse a letto e i gendarmi stessero mettendo a ferro e fuoco la sua casa, Lucia dimostrò un sangue freddo sovrumano. Con le guardie a pochi centimetri da lei, riuscì a nascondere i documenti sotto il proprio corpo, tra le lenzuola, sfidando il dolore e la paura.
Una volta scampato il pericolo, quelle carte — che valevano vite umane — furono date alle fiamme. Lucia, spirito libero e appartenente alla “società dei Vangelici”, portò con sé il segreto di quella notte per decenni, riavvicinandosi alla fede tradizionale solo in punto di morte, nel 1891.



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