Carmine Antonucci

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Carmìne Antonucci (n. 1979) si impone come una delle voci più colte e tecnicamente rigorose della figurazione simbolica contemporanea. La sua pittura, radicata in una solida formazione accademica, elegge la figura femminile a tempio di un’indagine introspettiva dove memoria e sogno si fondono e, attraverso l’iconico intreccio tra chiome rosse e pesci fluttuanti, l’artista traduce il flusso della coscienza in un dispositivo poetico di rara coerenza e sbalorditiva precisione anatomica.

Dall’esposizione a New York per il centenario di Carlo Rambaldi alla presenza nella storica Libreria Bocca di Milano, la sua ricerca solca i confini nazionali, confermandola protagonista raffinata del panorama internazionale.

Una pittura matura e riconoscibile che, tra rigore tecnico e profondità metafisica, invita a una fruizione lenta, silenziosa e profondamente contemplativa.

A.P.

Biografia

Carmìne Antonucci

Figurazione Simbolica • Memoria • Sogno

Carmìne Antonucci (Torricella, Taranto, 1979) è una pittrice italiana contemporanea la cui ricerca si colloca nell’ambito della figurazione simbolica. La sua poetica, fortemente identitaria, è incentrata sulla rappresentazione della figura femminile come spazio di introspezione, memoria e trasformazione interiore. Vive e lavora a Sava (Taranto) e opera stabilmente nel panorama artistic nazionale e internazionale.

Dopo gli studi presso il Liceo Artistico “Lisippo” di Taranto, si laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Lecce nel 2002. Fin dagli esordi sviluppa una ricerca autonoma e coerente, radicata nella tradizione figurativa ma orientata verso un linguaggio simbolico personale, riconoscibile e costante nel tempo.

Il suo linguaggio pittorico si distingue per una solida costruzione figurativa, sostenuta da un rigoroso controllo dell’anatomia e della luce, e attraversata da una dimensione sospesa, onirica e metafisica. Le sue opere presentano figure femminili dalla presenza silenziosa e dallo sguardo concentrato, immerse in una dimensione introspettiva che invita lo spettatore a una fruizione lenta e contemplativa.

Elemento iconografico ricorrente nella sua produzione è la presenza di capelli rossi dai quali emergono pesci, immagini simboliche che rimandano al flusso del pensiero, alla coscienza profonda, alla memoria e alla libertà emotiva. In questo contesto la figura diviene luogo di ascolto interiore e spazio di meditazione visiva, dove l’immagine pittorica si trasforma in dispositivo poetico e narrativo.

Le opere di Carmìne Antonucci sono presenti in esposizioni permanenti e collezioni in Italia e all’estero, tra cui la Cosmos Gallery di Balneário Camboriú (Brasile), la Forma Gallery di Tallinn (Estonia) e il Palazzo delle Arti – Art&Co di Lecce. Un’opera installativa dal titolo Mi Lego è inoltre esposta in permanenza presso il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce, in dialogo con lo spazio musicale dell’istituzione. È inoltre presente nella collezione privata della Libreria Bocca di Milano con l’opera La rossa Nereide. Fondata nel 1775 e situata all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, la Libreria Bocca rappresenta una delle più antiche e prestigiose istituzioni culturali europee, storicamente legata alla diffusione dell’arte, del pensiero e dell’editoria internazionale.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose mostre collettive e rassegne internazionali in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America. Tra queste si segnala Art Exchange, presentata nel 2025 presso il Culture Lab LIC di New York in collaborazione con la Fondazione Carlo Rambaldi, in occasione del centenario della nascita del celebre maestro del cinema e degli effetti speciali, tre volte Premio Oscar. L’evento ha rappresentato un momento significativo nel consolidamento della presenza dell’artista nel contesto espositivo statunitense.

La sua ricerca è stata oggetto di attenzione critica in ambito editoriale e curatoriale internazionale. All’artista è stato dedicato un dossier monografico all’interno del catalogo internazionale Artisti 23 – Annuario d’arte contemporanea, corredato da un testo critico di Angelo Crespi che analizza il linguaggio simbolico e la coerenza della sua ricerca nel panorama figurativo contemporaneo. Le sue opere sono inoltre pubblicate in volumi e cataloghi di rilievo, tra cui Porto Franco, a cura di Vittorio Sgarbi, e 80 Proposte per il Collezionista, sempre a cura di Crespi.

La pratica dell’artista si estende anche al dialogo tra arti visive e musica. Nel 2026 realizza l’artwork della copertina del singolo Ninnarella del progetto musicale Ninotchka, interpretato da Andrea Chimenti. Dall’opera pittorica sono tratte anche le animazioni del lyric video ufficiale, traducendo in immagine temi quali memoria, sogno, rovina e resistenza poetica.

Parallelamente all’attività espositiva, Carmìne Antonucci è impegnata nella formazione e nella promozione culturale. È presidentessa, art director e docente della scuola d’arte Art Inside, collaborando con enti pubblici e privati in ambito educativo e progettuale.

La sua pittura, sospesa tra figurazione e visione interiore, si configura come una ricerca matura e riconoscibile, capace di coniugare rigore tecnico e profondità simbolica, collocando l’artista tra le voci più significative della figurazione contemporanea italiana.

Critica • Memoria • Archivio Carmìne Antonucci • 2026
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