A Manduria abbiamo la fortuna di poter vedere con i nostri occhi testimonianze del passato antico e recente. Un esempio è la Casa Museo Elisa Springer che non è un semplice museo ma un logo di incontro tra la memoria storica e la fragilità umana.

L’obiettivo della Casa Museo è quello di ricordare Elisa Springer, simbolo internazionale di coraggio e altruismo, e il percorso museale mostra ambienti intimi e curati che custodiscono arredi originali, vestiti e onoreficenze, che i visitatori potranno ammirare e trasformano la visita in una esperienza profonda che fa riflettere anche sul quello che sta accadendo nel nostro presente.
Chi era Elisa Springer?
Elisa Springer (1918-2004) è stata una scrittrice e superstite dell’Olocausto austriaca naturalizzata italiana, figura centrale per la memoria della Shoah in Italia.
Nata a Vienna in una famiglia ebrea di origine ungherese, trascorse una giovinezza immersa negli stimoli culturali della capitale austriaca fino all’annessione dell’Austria alla Germania nazista nel 1938.

Dopo l’arresto dei genitori e la perdita della casa, si rifugiò a Milano nel 1940 lavorando come traduttrice, ma nel 1944 fu tradita da una spia fascista e arrestata. Deportata ad Auschwitz con il numero di matricola A-24020, riuscì a sopravvivere grazie al gesto di una kapò e passò per diversi campi di concentramento, tra cui Bergen-Belsen — dove conobbe Anna Frank — e Theresienstadt, dove fu liberata il 5 maggio 1945.
Nel dopoguerra si stabilì a Manduria, in Puglia, ma scelse di tacere per quasi cinquant’anni sulle atrocità subite, temendo di non essere creduta.
Solo nel 1997, spinta dal figlio Silvio, decise di rompere il silenzio pubblicando l’autobiografia “Il silenzio dei vivi”, intesa come un atto di liberazione e un monito per i giovani affinché tali orrori non si ripetano.
Negli ultimi anni di vita si impegnò attivamente nella promozione della pace e dell’uguaglianza, pubblicando nel 2003 “L’eco del silenzio”, rivolto specificamente alle nuove generazioni.
La sua eredità continua oggi attraverso la Fondazione Elisa Springer di Matera, che ne custodisce l’archivio e assegna un premio internazionale a lei intitolato, mantenendo vivo il suo messaggio di libertà e tolleranza.








Lascia un commento