Toto Dinoi è un illustratore, scenografo, grafico e arredatore originario di Manduria ma che vive a Roma. Nelle sue opere notiamo l’attenzione verso l’esplorazione del quotidiano (presente) e della memoria (passato).
Il primo elemento che colpisce l’occhio, in particolare quello del critico, è la perfezione compositiva delle opere, nonostante l’affollamento di elementi e la stratificazione di materiali: il supporto diventa uno spazio dove tutti gli elementi sono collegati e guidano lo sguardo dello spettatore suscitando, in lui, diverse emozioni.
Se osserviamo bene i collages, notiamo che l’artista esprime una gioia quasi tangibile nel fare, un ritorno alla manualità: Toto strappa, incolla e sovrappone per creare effetti straordinari.







In quel microcosmo, affollato da diverse figure, si legge la sua capacità di farsi interprete della memoria collettiva attraverso l’ironia e la partecipazione umana: l’opera non è mai isolata ma vive sempre in relazione a un contesto che può essere una strada, una bottega o un giardino.
Toto Dinoi è un artista capace di muoversi con disinvoltura tra il rigore della geometria scenografica e la libertà del collage e la sua opera è un invito a guardare oltre la superficie, lì dove la carta diventa racconto.
In questo collage della collezione C’ARTE, l’artista mostra come la sacralità della Storia dell’Arte e la banalità del quotidiano convivono in un equilibrio perfetto.

Al centro dell’analisi emergono La Lattaia di Vermeer e i frammenti di vita vissuta, come i biglietti ferroviari, una penna stilografica, carte da gioco e loghi commerciali. Questo accostamento suggerisce che l’arte non appartiene solo ai musei ma si nasconde tra le pieghe del tempo ordinario e i riferimenti ai treni trasformano la composizione in una metafora del viaggio, inteso sia come spostamento fisico che come percorso esistenziale.
Con il collage Dinoi ci spinge a resistere alla velocità del presente e ci invita a fermarci per ricomporre i pezzi della nostra identità attraverso gli oggetti che ci hanno accompagnato nella vita: una celebrazione dell’effimero che, grazie allo sguardo dell’artista, diventa eterno.
©manduriaedintorniap

Lascia un commento