Giacomo Filippo Lacaita è nato a Manduria nel 1813, è stato un importante avvocato, docente e politico italiano, figura chiave nei rapporti diplomatici tra l’Italia e la Gran Bretagna durante il Risorgimento.

Nato a Manduria, studiò legge a Napoli, dove sviluppò una profonda passione per la lingua inglese e strinse legami con influenti esponenti britannici, tra cui William Gladstone.
Nato a Manduria, studiò legge a Napoli, dove sviluppò una profonda passione per la lingua inglese e strinse legami con influenti esponenti britannici, tra cui William Gladstone.
A causa del suo sostegno ai liberali e delle informazioni fornite a Gladstone sul malgoverno borbonico, fu costretto all’esilio in Inghilterra nel 1851. A Londra si integrò rapidamente nell’alta società: insegnò al Queens College, divenne segretario privato di Lord Lansdowne e ottenne la cittadinanza britannica nel 1855. Per i suoi servizi diplomatici, fu insignito del titolo di Cavaliere (Sir) nel 1859.
Il suo contributo storico più significativo avvenne nel 1860: su suggerimento di Cavour, Lacaita convinse il governo britannico (nella persona di Lord Russell) a non appoggiare il piano di Napoleone III volto a bloccare l’avanzata di Garibaldi verso la Calabria. Questo intervento fu decisivo per il successo dell’Unità d’Italia. Per coerenza ideale, rifiutò cariche e titoli offerti dal governo borbonico nel tentativo di corromperlo.
Rientrato in Italia, fu eletto deputato per Bitonto e nominato Senatore del Regno. Divise la sua vita tra Firenze, Londra e la sua villa di Leucaspide in Puglia. Fu un punto di riferimento per i viaggiatori inglesi in Italia e ricoprì ruoli dirigenziali in società ferroviarie.
Lacaita fu un illustre dantista e bibliografo. Tra i suoi lavori principali si ricordano: la collaborazione alla monumentale edizione dell’Inferno di Lord Vernon; la compilazione del catalogo della prestigiosa biblioteca del Duca di Devonshire e la pubblicazione in cinque volumi del commento latino di Benvenuto da Imola sulla Divina.
Morì a Manduria nel mille 1895.





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