Antonio Bruni nacque a Manduria il 15 dicembre 1593 da Giulio Cesare e Isabella Pasanisi.
Dopo i primi studi in patria, si trasferì a Napoli, dove fu accolto da Giambattista Manzo e frequentò l’Accademia degli Oziosi.

Abbracciò lo stato ecclessiastico nel 1615 e fu nominato arciprete di Manduria, carica che cedette per trasferirsi a Roma. Nel 1625 divenne segretario di Francesco Maria Della Rovere a Urbino.
Bruni fu legato da una profonda amicizia a Giambattista Marino, il quale ne ammirava lo stile e lo esortava a comporre nonostante la salute precaria.
Bruni è considerato un esponente di spicco del concettismo e del marinismo:
- La selva di Parnaso (1616): La sua prima raccolta poetica, divisa tra sonetti, madrigali e canzoni, lodata dallo stesso Marino.
- La Ghirlanda (1625): Poemetto in sestine dedicato al duca di Urbino, che celebra la corte roveresca e i fasti di Roma.
- Epistole eroiche (1626): Il suo lavoro di maggior successo, caratterizzato dalla contaminazione di fonti classiche (Ovidio, Virgilio) e volgari (Ariosto, Tasso).
- Le tre Grazie (1630): Silloge poetica dedicata a Marino Caracciolo, divisa in rime amorose, eroiche, sacre e morali.
Negli ultimi anni di vita tornò a Roma sotto la protezione di Urbano VIII e morì il 23 settembre 1635, lasciando incompiuti vari progetti, tra cui un poema sulle Metamorfosi e diverse tragedie.




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