Olimpia Camerario: la pittrice anticonformista

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La pittrice Olimpia Camerario nacque a Napoli, nel 1864, dal medico e ginecologo Giovanni e dalla nobildonna Concetta Tagliaferro di Napoli.

Vissuta tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, si formò nel vivace contesto artistico partenopeo. Fu influenzata, artisticamente, sia da Francesco Saverio Altamura sia da Domenico Morelli dai quali apprese uno stile rigoroso, caratterizzato da toni scuri, sobrietà cromatica e una profonda indagine psicologica, elementi che hanno reso i suoi ritratti una sorta di “istantanee della memoria”.

Quando la famiglia si trasferì a Manduria, Olimpia, soprannominata “Tonna Limpia”, si scontrò con la mentalità ristretta del posto: a causa del suo aspetto eccentrico, della sua indipendenza (rivendicò la scelta di non sposarsi), dei suoi capelli molto corti e del suo abbigliamento, scaturirono molti pregiudizi.

La sua produzione artistica (27 tele) comprende numerosi ritratti della borghesia locale, come quelli di Nicola e Vespasiano Schiavoni, e una celebre riproduzione sacra di San Pietro, realizzata basandosi unicamente sulla propria memoria, dopo un furto avvenuto nel 1914.

Olimpia è la testimonianza di una donna che scelse l’arte e l’autenticità e non si piegò alle aspettative del suo tempo, infatti era fiera di aver evitato il matrimonio per dedicarsi completamente a ciò che amava. Morì nel 1957.

IG @manduriaedintorni A.P.

Articolo apparso in questi giorni su “Lu Nuesciu” di Manduria

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