Storia di Manduria

La terra su cui sorge Manduria è antichissima e resta testimone di una delle civiltà più antiche dell’Italia antica: i Messapi. La città sorge in una zona di rocce calcaree e terra rossa e si stima che tra il V e III secolo a.C. e si trasformò in una vera e propria potenza regionale.

Da subito, il centro urbano fu difeso da tre cerchie di imponenti mura megalitiche, i cui enormi blocchi sono ancora visibili nell’area del Parco Archeologico. Poco si sa della storia di Manduria, ma nel 338 a.C. è avvenuto uno dei più importanti eventi: il Re di Sparta, Archidamo III, morì sotto le mura di Manduria mentre tentava di assediare la città per conto della città di Taranto. Questo è un evento storico molto raro dal momento che i re di Sparta raramente morivano in battaglia così lontano da casa.

Altra testimonianza della grandezza antica di Manduria è Fonte Pliniano che Plinio il Vecchio descrisse nella sua Naturalis Historia spiegando che la sorgente si trovava in una caverna dove il livello dell’acqua rimaneva costantemente ai medesimi livelli, nonostante i continui prelievi.

Con la caduta dell’Impero Romano e le invasioni barbariche, Manduria conobbe l’oblio.

Nel 547 d.C. i Goti la rasero al suolo, costringendo i superstiti a fondare un nuovo nucleo abitativo poco distante chiamato Casalnuovo.

Per oltre mille anni la città perse il suo nome originale, vivendo epoche di trasformazione sotto il dominio di grandi casate come i Bonifacio e gli Imperiali. Questi ultimi, nel XVIII secolo, donarono alla città un volto barocco, edificando il monumentale Palazzo Imperiali sulle rovine del vecchio castello normanno.

Fu solo nel 1789 che Ferdinando IV di Borbone, su richiesta dei cittadini, restituì ufficialmente alla città il nome glorioso di Manduria.

Parallelamente alla storia politica, si sviluppò quella commerciale, come dimostra il Ghetto Ebraico risalente al Medioevo: un intricato dedalo di strade che testimonia la vivacità di una comunità che allora animava il centro salentino.

Ma Manduria è famosa anche per il Primitivo: una delle curiosità più interessanti riguarda la sua diffusione moderna legata alla dote della contessa Sabini di Altamura che, sposando il nobile manduriano Tommaso Schiavoni a fine ‘800, portò con sé le prime barbatelle di questo vitigno.

Oggi Manduria si presenta come un connubio perfetto tra archeologia, architettura sacra – con la Chiesa Madre e il suo splendido rosone rinascimentale ricco di figure simboliche e grottesche – e una cultura enogastronomica che attira visitatori da tutto il mondo, confermandosi come il cuore pulsante e autentico del Salento.